Amore mio
Unico ed immenso
Raro fiore del mio giardino
Ospite perenne del mio cuore
Rischiari la mia notte
Alba sei di ogni giorno mio
Le 4 S
Ecco il mio augurio per te: che tu sia sana, serena e saggia per il resto della tua vita.
E soprattutto che tu sia.
Con tutto il mio amore.
VITTORIA (Ragusa) - Un disabile di 44 anni è stato aggredito e picchiato selvaggiamente da quattro giovani. È accaduto ieri pomeriggio, a pochi metri dalla basilica di San Giovanni, nel centro di Vittoria. LA RICOSTRUZIONE - Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i quattro hanno cominciato a infastidire e dileggiare il disabile che li ha implorati di smettere. A questo punto si Leggi ancora...
11 giugno 2009: il vero amore esiste
Quello che ti fa battere il cuore. Quello che non dormi la notte. Quello che ti fa perdere nei suoi occhi. Quello che è il tuo ultimo pensiero della sera e il primo del mattino. Quello che, quando ti manca, ti provoca un dolore fisico. Quello che non riesci più ad immaginare la tua vita senza. Quello che, da quando c'è, niente è più come prima.
Si, il vero amore esiste....ed io mi sono perdutamente innamorata l'11 giugno 2009.
Mi sento come un campo seminato
nel cuore dell'inverno, e so
che primavera sta arrivando.
I miei ruscelli prenderanno a scorrere
e la piccola vita che dorme in me
salirà in superficie
al primo richiamo.
Kahlil Gibran
Lettera a Mary Haskell
New York, 1 marzo 1916
"........sarà sarà l'aurora
per me sarà cosi
sarà sarà di più ancora
tutto il chiaro che farà... "
Eros Ramazzotti
20 novembre 2008
Ero lì. Immobile. Ferma con il fiato sospeso. Non ti vedevo. Eri ben nascosto nelle pieghe di me. Al buio, ti muovevi al buio, come un ladro.
E poi ti ho visto.
Ti ho fissato. Non ti ho tolto gli occhi di dosso.
Ad un certo punto una raffica di mitragliatrice e non ho capito più niente.
Il tempo si è fermato. Il mondo si è fermato. Tutto si è fermato attorno a me. Non sentivo più il mio corpo. Ero sospesa nel nulla. Per un attimo la mia vita era tutta nel rumore di quella raffica che, partita dal tuo cuore, è arrivata alle mie orecchie e poi diritta al mio cuore dove è esplosa.
Non sono riuscita a parlare. Zitta. Mi hai ammutolita. A volte il silenzio vale più di mille parole. Non ho neanche versato una lacrima. A volte si piange anche senza lacrime.
Ti ho fissato. Non riuscivo più a toglierti gli occhi di dosso. Poi sei svanito.
18 ottobre 2008
Nuova primavera, una seconda primavera. Già, fa caldo. Sembra primavera. Non sembra autunno, anche se le foglie morte e secche pavimentano il viale sotto casa, l'aria profuma di caldarroste e gli alberi sfoggiano abiti multicolori dal giallo al rosso passando dalle mille tonalità di arancio.
Quest'anno ci sono state due primavere. Per me, almeno.
Si, per me è ancora primavera. Vedo i fiori sbocciare. Sento i fiori sbocciare. Uno in particolare. Lo sento sbocciare. E' un fiore particolare. Molto bello.
E' la mia primavera.
Ho conosciuto un angelo......
...una breve frequentazione a dire il vero. Solo poche settimane. Ma è stato intenso. E' stato il legame più intenso e forte che io abbia mai avuto in tutta la mia vita.
Un miracolo. Ci siamo parlati come mai avevo fatto con qualcuno prima di quel momento. Un dialogo profondo, pieno di "sensi", viscerale.
Era un angelo bellissimo, il mio angelo. Ali di argento, aveva il mio angelo. Con piume tenere e morbide e profumate. Aveva occhi marroni e profondi. Ma a volte, guardandoli meglio, sembravano tendere al verde e, se avevo voglia di sognare, bastava chiudere gli occhi ed i suoi diventavano azzurri come il cielo.
I capelli erano una massa di riccioli castani, però quando c'era il sole, luccicavano di oro, come le spighe di grano. E le sue guance, rosse e fragili come i papaveri, che sono belli finchè li lasci lì dove sono nati, poi li prendi e subito muoiono.
Le sue labbra erano piene di sorrisi che dispensava a chiunque lo avvicinasse e regalavano una tale serenità che ancora la ricordo.
Abbiamo sognato molto. In realtà, ho sognato molto. E parlavo tanto. Ed il mio angelo ascoltava.
- Faremo questo, faremo quello - dicevo io. Ed il mio angelo, zitto, stava zitto.
Lo accarezzavo. L'ho accarezzato a lungo in quelle poche settimane di frequentazione. L'ho coccolato, con tenerezza.
E' stato bello. Io non so però se il mio angelo riusciva a sentire le mie carezze, le mie coccole, le mie parole, il mio cuore battere di dolcezza. Perchè ad un certo punto ha deciso di lasciarmi.
L'avrò soffocato con il mio amore? Chè a volte l'amore è davvero soffocante.
Fatto sta che mi ha lasciato all'improvviso. Così in poche ore è finito tutto. E' stato uno strappo terribile che ho vissuto nella carne ma soprattutto nell'anima. Il vuoto. Assoluto. In poche ero ero svuotata di tutto. Della sua preziosa presenza.
Ha deciso di buttarsi via, nel fango. L'ho visto buttarsi via, così in un attimo, nel fango. L'ho visto con i miei occhi. Ma non ho potuto impedirglielo perchè dicono che non si può impedire. La chiamano libertà. Alcuni lo chiamano destino, fato.
Dicono: - Era scritto così.
Vorrei proprio vedere dove cazzo sta scritto che le cose debbano andare in un certo modo piuttosto che in un altro.
In quel momento ho urlato con tutte le mie forze, con quello che rimaneva di me dopo tutto quel dolore che avevo provato. Ho urlato.
- Perchè? Eh? Perchè, non stavi bene con me? Perchè diavolo hai deciso di staccarti da me? Perchè diavolo hai deciso di buttarti via così? Nel fango. Nella merda. Perso tra tanti altri angeli persi nella merda. Come farò se, quando Dio vorrà, ti incontrerò di nuovo, a riconoscerti?
I tuoi capelli, eh? Tutti sporchi appiccicati luridi. Le tue guance, di che colore saranno ora, eh? E i tuoi occhi? Tutto quel fango negli occhi. Non riuscirai a vedermi. Come farai a venirmi incontro?
Come faremo, dimmi come faremo? Neanche una foto ho di te. Neanche una foto. Sei solo nella mia mente. E ti posso solo raccontare. Ti posso solo raccontare a chi vorrà sapere di te. E magari mi prenderanno per pazza. Si, è vero. Ero pazza di amore. Per te.